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  • Writer's pictureLorenzo Berselli

Le società benefit

La Società Benefit è stata introdotta dalla L. 218/2015 (Legge di Stabilità 2016): rappresenta un modello d’impresa innovativo e virtuoso, che, esercitando la propria attività economica, persegue, sia lo scopo di lucro ma anche scopi che contribuiscono alla prosperità ambientale, sociale ed economica a lungo termine, introducendo il nuovo concetto di Beneficio Condiviso.

Per beneficio comune si intende il raggiungimento di effetti positivi sulla comunità, il territorio e l’ambiente in maniera responsabile, sostenibile e trasparente.

Le Società Profit hanno esclusivamente come finalità principale la produzione e distribuzione di utili, a servizio dei titolari del capitale (“shareholder”); gli interessi degli altri soggetti della collettività (“stakeholder”) risultano invece superficiali. A differenza di queste ultime, le società Benefit hanno lo scopo di valorizzare gli interessi di soggetti esterni alla società stessa (clienti, partners, fornitori, dipendenti, investitori), comunque essenziali per la vita dell’impresa.

Caratteristica principale della Società Benefit è il fatto di essere un modello di Società Profit che produce anche benefici non profit alla collettività. Però non stiamo parlando né di un’impresa sociale né di un’evoluzione della società no profit. Ma la Società Benefit è una trasformazione della società profit che reagisce con più coerenza alle sfide globali dei mercati.

Il modello Benefit si è ingrandito grazie alla pandemia, che ha portato all’aumento dei bisogni di sostenibilità. Questo è avvenuto non solo per le grandi aziende, ma anche per le piccole e medie imprese.

L’Italia, al di fuori degli USA, è stato il primo Paese a disciplinare le Società Benefit attraverso delle normative. Nel nostro Paese ci sono ormai più di 1.000 società Benefit.

Per questa tipologia di società vi sono alcuni settori più diffusi:

  • Manifattura;

  • Cibo e bevande;

  • Servizi professionali e tecnici.

È stato creato dalla normativa italiana un nuovo ambito in cui mettere alla prova le società che vogliano indirizzarsi in una doppia direzione: un’attività d’impresa svolta nell’interesse non solo degli stakeholder, ma anche degli shareholder.

I vantaggi della Società Benefit sono molti:

  1. Fortifica il brand e la reputazione aziendale aumentando la fiducia da parte del mercato.

  2. Ridefinisce le responsabilità del management e offre la protezione fondamentale per bilanciare gli interessi finanziari e non finanziari.

  3. Permette di attrarre capitali di investimento ad impatto e favorisce l’accesso alla finanza sostenibile.

  4. Offre un vantaggio nelle gare pubbliche e, sempre più spesso, in quelle private.

Qualsiasi Società può diventare “Benefit”: sarà necessario recarsi da un notaio per modificare l’oggetto sociale e lo Statuto inserendo, al fianco dello scopo di lucro, lo scopo di beneficio prescelti. Se l’impresa è già esistente, la decisione dovrà essere condivisa dai soci e formalizzata dagli organi preposto.

Per costituire una Società benefit, sarà necessario:

  • Introdurre accanto alla denominazione o ragione sociale le parole Società Benefit o SB;

  • Indicare nell’oggetto sociale le finalità di beneficio comune che si intendono perseguire, le modalità con cui perseguire gli obiettivi, e i soggetti verso cui gli effetti positivi sono rivolti;

  • Individuare i soggetti responsabili e affidargli compiti per il perseguimento degli obiettivi;

  • Disciplinare gli obblighi degli amministratori per la redazione e la pubblicazione della relazione annuale riguardante il perseguimento del beneficio comune.

Le Società Benefit hanno l’obbligo di allegare al bilancio la relazione annuale, chiara e completa, riguardante il perseguimento del beneficio comune, cioè le attività svolte e gli impegni futuri. Questi due documenti dovranno essere depositati alla Camera di Commercio di appartenenza.

La relazione annuale deve essere inserita nel proprio sito in modo che tutti possono consultarla. In questo modo i possibili investitori possono da subito farsi un’idea sulle potenzialità della Società Benefit valutandola grazie alla Relazione di beneficio.

Per rafforzare il sistema delle Società Benefit, è stata prevista la concessione di un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese di costituzione o trasformazione sostenute, per un importo massimo pro-beneficiario di 10.000 euro.

Le Società Benefit, svolgendo attività d’impresa, scontano, come qualsiasi altra attività imprenditoriale, le imposte sugli utili prodotti e non beneficiano di nessuno sconto fiscale sulle aliquote in vigore.

Infatti, la legge non ha disciplinato la possibile deducibilità dei costi sostenuti per il perseguimento delle finalità di beneficio comune, connessi all’attività economica. È, quindi, necessario un intervento legislativo poiché manca una norma che disciplina sull’inerenza dei costi.

Neanche per i soci è previsto un beneficio fiscale, infatti la distribuzione degli utili segue la tassazione ordinaria prevista dalla legge.

Infine, le Società Benefit, essendo nate come società a scopo di lucro e non come società no profit, e pur svolgendo attività di utilità sociale, non possono usufruire del 5×1000 riservato solo ai soggetti no profit.






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