730 precompilato 2026: invio dal 14 maggio
- Lorenzo Berselli

- 3 days ago
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Dal 30 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate rende disponibile online il modello 730 precompilato 2026, inizialmente solo in consultazione.
Le regole operative sono contenute nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28 aprile 2026, n. 128479, richiamato anche nel comunicato stampa dello stesso giorno. Da questa data, quindi, contribuenti e soggetti delegati possono accedere alla dichiarazione e verificare i dati già presenti negli archivi dell’Amministrazione finanziaria.
La fase di modifica e trasmissione telematica si aprirà invece dal 14 maggio 2026, mentre il termine ultimo per l’invio del modello 730 resta fissato al 30 settembre 2026.
Accesso alla dichiarazione
Il contribuente può visualizzare e scaricare la dichiarazione accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate tramite SPID, CIE o CNS.
Una volta effettuato l’accesso, sarà possibile scegliere tra la modalità ordinaria e la modalità semplificata.
La modalità ordinaria consente di intervenire direttamente sui quadri del modello dichiarativo. La modalità semplificata, invece, presenta le informazioni in modo più intuitivo, suddividendo i dati per aree tematiche.
Tra queste rientrano, ad esempio:
casa e altre proprietà;
famiglia;
lavoro;
altri redditi;
spese sostenute.
Il contribuente può confermare o modificare le informazioni proposte. Una volta completata la verifica, i dati vengono riportati automaticamente nel modello dichiarativo.
La modalità semplificata
Anche per il 2026 viene confermata la modalità semplificata, già introdotta negli anni precedenti e utilizzata nel 2025 da circa 3,2 milioni di contribuenti.
Si tratta di uno strumento pensato per rendere più semplice la gestione della dichiarazione, evitando al contribuente la navigazione tra quadri, righi e codici.
Naturalmente, la semplificazione dell’interfaccia non elimina la necessità di controllare attentamente i dati inseriti. La dichiarazione precompilata può infatti contenere informazioni incomplete, non aggiornate o non correttamente imputate.
Chi può utilizzare il 730 precompilato
La dichiarazione precompilata è destinata, in primo luogo, ai contribuenti che nell’anno d’imposta precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati.
Rientrano quindi, tra gli altri:
lavoratori dipendenti;
pensionati;
percettori di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Per i contribuenti che non utilizzano il 730, la dichiarazione precompilata è disponibile tramite il modello Redditi Persone Fisiche, con un calendario differenziato.
Redditi PF precompilato: calendario diverso
Per il modello Redditi PF precompilato il calendario è parzialmente diverso.
A seguito delle novità introdotte dal D.Lgs. n. 81/2025, articolo 4, l’invio delle certificazioni uniche relative ai redditi di lavoro autonomo è stato posticipato, a regime, al 30 aprile.
Di conseguenza, anche la messa a disposizione del modello Redditi PF precompilato segue una tempistica successiva rispetto al 730.
In particolare:
dal 20 maggio 2026 il modello Redditi PF sarà disponibile in consultazione, con possibilità di modifica e integrazione;
dal 27 maggio 2026 sarà possibile procedere con l’invio;
il termine finale di trasmissione è fissato al 2 novembre 2026.
I dati inseriti dall’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate inserisce nella dichiarazione precompilata numerose informazioni trasmesse da soggetti terzi.
Tra i dati precaricati rientrano, ad esempio:
interessi passivi e oneri accessori su mutui;
premi assicurativi vita, morte, infortuni e rischi calamitosi;
contributi previdenziali e assistenziali;
contributi per addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare;
spese sanitarie e relativi rimborsi;
spese veterinarie;
spese universitarie e spese per corsi statali post diploma di Alta formazione e specializzazione artistica e musicale;
contributi a forme di previdenza complementare;
spese funebri;
spese per interventi di recupero edilizio e risparmio energetico;
spese per sistemazione a verde;
erogazioni liberali;
spese per asili nido e frequenza scolastica;
abbonamenti al trasporto pubblico locale, regionale e interregionale;
rimborsi per procedure di adozione internazionale;
oneri per il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione;
proventi comunicati dal Gestore dei Servizi Energetici;
redditi di lavoro dipendente dei lavoratori frontalieri;
contributo MIMIT per elettrodomestici ad alta efficienza energetica;
contributi previdenziali versati da artigiani e commercianti.
La presenza di questi dati non significa, tuttavia, che la dichiarazione sia automaticamente completa o corretta.
È sempre necessario verificare la corrispondenza tra quanto indicato nel modello e la documentazione in possesso del contribuente.
Deleghe e persona di fiducia
Il contribuente può accedere direttamente alla propria dichiarazione oppure delegare un familiare o una persona di fiducia.
La delega può essere conferita:
online;
tramite PEC;
presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.
Da quest’anno, inoltre, la persona di fiducia amplia il proprio raggio d’azione. Potrà infatti inviare la dichiarazione anche in forma congiunta o accedere al servizio web per le autorizzazioni dell’erede, purché preventivamente abilitata ai servizi online dal dichiarante, dal coniuge o dall’erede stesso.
Rimborsi senza sostituto d’imposta
La dichiarazione può essere presentata anche in assenza di un sostituto d’imposta.
In questo caso, se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso sarà eseguito direttamente dall’Amministrazione finanziaria.
Se invece emerge un debito, il contribuente dovrà provvedere al versamento secondo le modalità previste.
Detrazioni per redditi superiori a 75.000 euro
Una novità riguarda i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro.
Il calcolo delle detrazioni terrà conto automaticamente del riordino introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, che prevede un limite massimo complessivo alle spese detraibili, determinato in base al reddito complessivo e al numero di figli fiscalmente a carico.
Anche in questo caso, il contribuente dovrà verificare con attenzione la correttezza dei dati presenti nella dichiarazione e l’effettiva applicazione dei limiti previsti.
Controlli da effettuare prima dell’invio
Prima della trasmissione è opportuno controllare, in particolare:
la correttezza dei redditi indicati;
la presenza del sostituto d’imposta;
i dati dei familiari a carico;
le spese sanitarie;
le spese scolastiche e universitarie;
le spese relative agli immobili;
eventuali rimborsi già ricevuti;
la corretta imputazione di detrazioni e deduzioni.
La dichiarazione precompilata costituisce un utile strumento di semplificazione, ma non sostituisce la verifica documentale.
Conclusione
Il modello 730 precompilato 2026 sarà consultabile dal 30 aprile, modificabile e trasmissibile dal 14 maggio, con termine finale al 30 settembre 2026.
Per il modello Redditi PF, invece, la consultazione con possibilità di modifica partirà dal 20 maggio, mentre l’invio sarà possibile dal 27 maggio al 2 novembre 2026.
La corretta gestione della dichiarazione richiede attenzione, soprattutto in presenza di spese detraibili, familiari a carico, immobili, redditi ulteriori o assenza del sostituto d’imposta.





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