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  • Writer's pictureLorenzo Berselli

Le politiche passive del lavoro

Per politiche passive del lavoro si intendono tutti gli interventi pubblici finalizzati al sostegno del reddito dei lavoratori che versano in situazioni di difficoltà economica, per esempio a seguito della sospensione della propria attività lavorativa o di un licenziamento, per il quale rimangono disoccupati.


Attualmente, gli interventi previsti dal D. lgs. n.148/2015 per i lavoratori sospesi, sono i seguenti:


  • Può essere disposta la Cassa integrazione ordinaria (Cigo) per i dipendenti di aziende industriali o artigiane dell’edilizia, in caso di sospensione o riduzione dell’attività aziendale, a seguito di eventi transitori o temporanei;

  • La Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per i lavoratori che prestano servizio in aziende industriali con più di 15 dipendenti e in aziende commerciali con più di 50, in caso di situazioni di grave crisi;

  • Il Fondo di integrazione salariale per le risorse di aziende con più di 5 dipendenti, che non ricevono la Cigo e la Cigs;

  • Altri fondi di solidarietà stabiliti dai contratti collettivi di categoria.

A favore dei lavoratori disoccupati intervengono:


  • Nuova assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) per i lavoratori dipendenti;

  • DisColl per i collaboratori coordinati e continuativi;

  • Indennità di disoccupazione agricola per i lavoratori a tempo determinato del settore agricolo.

Questi interventi assistenziali consistono per lo più in prestazioni finanziarie.

Infatti, sono importati perché permettono, da un lato, al lavoratore sospeso di proseguire l’attività lavorativa senza perdere l’integrazione salariale, dall’altro, di evitare licenziamenti collettivi e di conseguenza di riscontrare difficoltà connesse alla ricollocazione dei dipendenti in altre realtà aziendali.


Per i lavoratori disoccupati, invece, il vantaggio consiste nel garantire loro un reddito per il periodo necessario alla ricerca del nuovo lavoro.


La gestione di questo impianto non è affidata alla fiscalità generale, ma, essendo di carattere assicurativo, sono i datori di lavoro e i dipendenti a contribuire attraverso aliquote differenziate.



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