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  • Writer's pictureLorenzo Berselli

Differenze, tra politiche attive e passive del lavoro ed il TFUE

Molto spesso si sente parlare di “politiche del lavoro”.

Con questo termine fa riferimento all’insieme di interventi che hanno l’obiettivo di raggiungere o mantenere un elevato livello dell’occupazione.

La massima occupabilità della forza lavoro di uno stato o di un territorio può essere raggiunta con misure di carattere molto differente, come ad esempio le politiche di sviluppo o quelle economiche.


In questo articolo si farà riferimento agli interventi riguardanti il mercato del lavoro, per cui alle politiche attive e passive del lavoro.


I beneficiari di queste progettualità, sono i soggetti che nel mercato del lavoro risultano svantaggiati da un punto di vista statistico e soggettivo:


  • Inoccupati;

  • giovani under 30;

  • percettori Naspi;

  • percettori di Reddito di Cittadinanza;

  • donne;

  • disoccupati;

  • over 50;

  • lavoratori in cassa integrazione;

  • disabili;

  • categorie svantaggiate e ultra-svantaggiate;

  • aziende in crisi;

  • Persone che perdono l’occupazione.


Le politiche attive del lavoro

Le politiche attive del lavoro sono tutte le iniziative messe in campo dalle Istituzioni, nazionali e locali, per promuovere l'occupazione e l'inserimento lavorativo.


Per cui hanno ad oggetto:

  • occupabilità;

  • adattabilità e aggiornamento delle competenze e capacità in riferimento alle esigenze del mondo del lavoro;

  • imprenditorialità;

  • pari opportunità.

Le politiche passive del lavoro

Le politiche passive sono quelle misure che hanno come ottimo quello di gestire i problemi socio-economici causati dalla mancanza di lavoro. Sono rappresentate quindi dalle politiche assistenziali e assicurative che garantiscono ai soggetti beneficiari di accedere a forme di sostegno al reddito, come ad esempio:

  • la cassa integrazione;

  • i contratti di solidarietà;

  • indennità di mobilità;

  • indennità di disoccupazione.

Il futuro e l’ambito europeo

In ambito politico, fra gli importanti principi, obiettivi e attività menzionati nel TFUE, figura la promozione di un elevato livello di occupazione attraverso lo sviluppo di una strategia coordinata, con particolare riferimento alla realizzazione di una forza lavoro competente, qualificata, adattabile e a mercati del lavoro in grado di rispondere ai mutamenti economici.

Risulta evidente, che anche le scelte dei legislatori nazionali aderenti ai Trattati, dovranno prendere la stessa direzione, per questo ci si attende un’importante investimento e facilitazione di azioni collegate alle misure attive del lavoro, piuttosto che a quelle passive, anche sul territorio italiano.





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