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  • Writer's pictureLorenzo Berselli

PNRR e le politiche per il lavoro

Il PNRR o Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ammonta complessivamente a 235,12 miliardi di euro.


Nel complesso, Draghi ha sottolineato in Parlamento che il Piano vale 248 miliardi.


Cifra che guarda però al complesso dei progetti e non, in senso stretto, a quelli previsti da Next Generation EU, che hanno un orizzonte temporale al 2026.


In questo piano, 6,6 su 235 miliardi di euro, sono stati destinati al lavoro.


Di seguito i punti su cui si focalizza il documento per quanto riguarda la parte inerente alle politiche del lavoro:

  • Potenziare le politiche attive del mercato del lavoro (ALMPs) e la formazione professionale:

Sostenere l’occupabilità di lavoratori in transizione e disoccupati, mediante l’ampliamento delle misure d i politica attiva del lavoro, nell’ambito del nuovo “Programma Nazionale per la Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL)”, e promuovere la revisione della governance del sistema d i formazione professionale in Italia, attraverso l’adozione del “Piano Nazionale Nuove Competenze”.


  • Rafforzare Centri per l’Impiego (Public Employment Services - PES):

Promuovere interventi d i capacity building a supporto dei Centri per l’Impiego, con l’obiettivo d i fornire servizi innovativi d i politica attiva, anche finalizzati alla riqualificazione professionale (upskilling e reskilling), mediante il coinvolgimento di stakeholder pubblici e privati, aumentando la prossimità ai cittadini e favorendo la costruzione d i reti tra i diversi servizi territoriali.


  • Favorire la creazione d i imprese femminili e l’introduzione della certificazione della parità d i genere.

Realizzare la piena emancipazione economica e sociale della donna nel mercato del lavoro, prevedendo una sistematizzazione e ristrutturazione degli attuali strumenti d i sostegno, con una visione più aderente ai fabbisogni delle donne, attraverso una strategia integrata d i investimenti d i carattere finanziario e d i servizi d i supporto per la promozione dell’”imprenditorialità femminile”. L’introduzione d i un sistema nazionale d i certificazione della parità d i genere mira ad affiancare le imprese nella riduzione dei divari nella crescita professionale delle donne e alla trasparenza salariale.


  • Promuovere l’acquisizione d i nuove competenze da parte delle nuove generazioni: favorire il matching tra il sistema di istruzione e formazione e il mercato del lavoro, mediante il rafforzamento del “Sistema Duale” e dell’istituto dell’apprendistato, e il potenziamento del “Servizio Civile Universale” per i giovani tra i 18 e i 28 anni.






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